Quando un rapporto formalmente subordinato viene considerato non autentico, gli enti accertatori possono decidere di non riconoscerlo o di riqualificarlo in base alla sua reale natura.
Questo può succedere, ad esempio, se non c'è una prestazione lavorativa reale, se manca il rispetto del potere direttivo dell'ente, se il rapporto sembra fittizio o se la retribuzione non è adeguata rispetto al lavoro effettivamente svolto.
Le possibili conseguenze includono:
il disconoscimento del rapporto;
l'annullamento o la contestazione degli effetti previdenziali;
il recupero di eventuali prestazioni percepite indebitamente;
contestazioni fiscali o contributive;
contestazioni di compensi non giustificati;
una possibile violazione del divieto di distribuzione indiretta di utili, nel caso in cui le somme erogate non corrispondano a prestazioni reali o risultino sproporzionate.
L'aspetto più importante è sempre la sostanza: il rapporto deve essere reale, documentato e coerente con le modalità concrete in cui viene svolta la prestazione.