Le franchigie fiscali e previdenziali relative al lavoro sportivo si applicano solo ai compensi ricevuti da enti sportivi dilettantistici riconosciuti o da altri soggetti ammessi dalla normativa sportiva.
Ad esempio, se un lavoratore sportivo percepisce:
7.000 euro da una ASD;
8.000 euro da una SRL commerciale;
le agevolazioni si applicano soltanto ai 7.000 euro erogati dalla ASD.
Per quanto riguarda la previdenza, sui compensi sportivi dilettantistici è prevista una franchigia INPS fino a 5.000 euro annui. Quindi, dei 7.000 euro ricevuti dalla ASD, 5.000 euro sono esenti e la contribuzione si calcola solo sulla parte eccedente, cioè 2.000 euro, con la riduzione dell’imponibile contributivo valida fino al 2027. Gli 8.000 euro percepiti dalla SRL commerciale, invece, sono soggetti al regime previdenziale ordinario.
Dal punto di vista fiscale, i compensi sportivi dilettantistici sono esenti da IRPEF fino a 15.000 euro annui, a condizione che derivino da rapporti sportivi agevolati. I compensi ricevuti dalla SRL commerciale sono invece considerati reddito ordinario, in base al regime fiscale applicabile al professionista.
Per questo motivo è importante distinguere chiaramente i compensi provenienti da attività sportive dilettantistiche da quelli derivanti da clienti commerciali, sia al momento della fatturazione sia nella dichiarazione dei redditi.