Sì, oltre agli adempimenti interni e, se necessario, alla liquidazione, è importante gestire anche gli aspetti sportivi e registrali: la qualifica di ASD richiede infatti l'affiliazione a un Organismo sportivo e l'iscrizione al RASD, che certifica la natura dilettantistica dell’ente. In caso di cessazione dell’ente, bisogna quindi occuparsi anche degli adempimenti verso l’Ente affiliante (il CSI) e il Registro RASD.
Inoltre, è necessario chiudere anche la posizione tributaria. Per le ASD con Partita IVA, l’Agenzia delle Entrate richiede la dichiarazione di cessazione tramite il modello AA7/10, destinato ai soggetti diversi dalle persone fisiche, da presentare entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività. Per le ASD che non hanno Partita IVA e devono comunicare l’effettiva estinzione del soggetto, si utilizza il modello AA5/6, che prevede la comunicazione di estinzione; anche in questo caso, le istruzioni aggiornate dell’Agenzia indicano un termine di 30 giorni dalla data in cui è avvenuta l’estinzione. Copia dell'attestato di estinzione del Codice Fiscale, va inviato al CSI.
Tuttavia scioglimento e chiusura della partita IVA restano adempimenti necessari, ma non bastano da soli a “spegnere” l’ente sul piano sostanziale. La chiusura della partita IVA, infatti, è un adempimento fiscale da fare ma non equivale, da sola, alla completa estinzione di ogni rapporto giuridico dell’associazione, se sussistono ancora debiti, crediti o contratti in essere. Prima di considerare conclusa la vita dell’associazione conviene verificare in modo puntuale almeno questi aspetti: posizioni fiscali, debiti e crediti, contratti, contenziosi, rapporti bancari e documentazione finale. Solo dopo questa verifica la cessazione può dirsi sostanzialmente completata, oltre che formalmente comunicata all’Agenzia delle Entrate.