La normativa prevede un regime favorevole per le sponsorizzazioni sportive dilettantistiche. I corrispettivi in denaro o in natura erogati a favore di associazioni e società sportive dilettantistiche possono rappresentare, per chi li eroga, spese di pubblicità fino a un importo annuo complessivo non superiore a 200.000 euro.
Questo non vuol dire però che ogni pagamento a favore di una ASD o SSD sia automaticamente deducibile. Perché la sponsorizzazione sia considerata correttamente documentata, devono esserci alcuni elementi essenziali:
il soggetto sponsorizzato deve essere una ASD o SSD regolarmente costituita e riconosciuta ai fini sportivi;
deve essere rispettato il limite annuo previsto dalla normativa;
la sponsorizzazione deve essere finalizzata a promuovere l’immagine, il marchio, i prodotti o i servizi dello sponsor;
la ASD o SSD deve aver effettivamente realizzato una specifica attività promozionale.
Il punto più delicato è proprio l’ultimo: in caso di controllo, può servire dimostrare che la prestazione pubblicitaria sia stata realmente eseguita.
Quale documentazione è meglio conservare?
Per evitare contestazioni, è utile conservare una documentazione completa e ordinata. Per esempio:
contratto di sponsorizzazione, possibilmente dettagliato e firmato dalle parti;
fattura o documento fiscale emesso dalla ASD o SSD;
prova del pagamento, preferibilmente tramite strumenti tracciabili;
fotografie dei materiali pubblicitari esposti;
locandine, brochure, programmi gara o manifesti con il logo dello sponsor;
screenshot di pagine web, newsletter o post social con data visibile;
calendario delle manifestazioni, gare o attività in cui è stata assicurata la visibilità dello sponsor;
eventuali articoli, comunicati stampa o materiali promozionali;
relazione finale dell’attività svolta, con indicazione di date, luoghi, eventi e modalità di esposizione del marchio.
La documentazione deve permettere di collegare l’attività promozionale a un periodo, a un luogo e a un evento o attività sportiva specifica.
Le fotografie sono sufficienti?
Le fotografie sono utili, ma da sole potrebbero non bastare.
È importante che le immagini siano chiaramente riconducibili all’attività sportiva sponsorizzata. Una foto generica di un cartellone, di uno striscione o di una maglia con il logo dello sponsor potrebbe non essere sufficiente se non permette di capire quando e dove è stata scattata.
Per questo, ti consiglio di conservare fotografie che permettano di identificare:
il luogo dell’attività;
la data o il periodo di riferimento;
l’evento, la gara, il torneo o la stagione sportiva;
il collegamento tra il materiale pubblicitario e l’attività della ASD o SSD.
Per esempio, può essere utile conservare foto dello striscione durante una partita o una manifestazione, immagini delle squadre con le divise sponsorizzate, programmi ufficiali dell’evento, post social pubblicati nella stagione interessata o classifiche/comunicazioni ufficiali che mostrino l’abbinamento con lo sponsor.
Il contratto di sponsorizzazione basta da solo?
No, il contratto è importante ma non sempre sufficiente.
Il contratto deve descrivere chiaramente le prestazioni promozionali richieste alla ASD o SSD, ad esempio l’esposizione del logo su divise, striscioni, sito internet, social, materiali promozionali o durante eventi sportivi.
Tuttavia, oltre al contratto, è bene conservare anche le prove dell’effettiva esecuzione delle attività previste. In caso di controllo, infatti, potrebbe essere contestata non solo l’esistenza formale del contratto, ma anche l’effettivo svolgimento della prestazione pubblicitaria.
La fattura è sufficiente a dimostrare la sponsorizzazione?
No. La fattura è un documento necessario, ma non sempre basta.
In caso di verifica, l’Amministrazione finanziaria può contestare l’effettività della prestazione. In questa situazione, lo sponsor deve poter dimostrare che il costo sostenuto corrisponde a una reale attività pubblicitaria svolta dalla ASD o SSD.
Per questo, è meglio che alla fattura siano sempre affiancati contratto, prova del pagamento e documentazione dell’attività promozionale realizzata.
Cosa rischi se manca la prova dell’attività promozionale?
Se non dimostri l’effettiva attività pubblicitaria, l’Agenzia delle Entrate può contestare la deducibilità del costo sostenuto.
La sponsorizzazione potrebbe quindi essere considerata non adeguatamente provata, con conseguente recupero fiscale a tuo carico.
Cosa deve fare la ASD o SSD sponsorizzata?
La ASD o SSD deve prestare particolare attenzione alla gestione documentale della sponsorizzazione. In particolare, dovrebbe:
firmare contratti chiari e specifici;
indicare con precisione le attività promozionali da svolgere;
realizzare effettivamente le attività concordate;
documentare con cura l’esposizione del marchio o del logo dello sponsor;
conservare materiali, foto, screenshot, programmi, calendari e relazioni;
fornire allo sponsor, se serve, un riepilogo finale delle attività svolte.
Una buona pratica è preparare, al termine della stagione o dell’evento, una breve relazione con allegata documentazione fotografica e digitale.
Esempio pratico
Se una società sponsorizza una ASD per avere il proprio logo sulle divise e su uno striscione a bordo campo, è utile conservare:
il contratto che prevede queste forme di visibilità;
la fattura emessa dalla ASD;
la prova del pagamento;
fotografie delle divise usate durante gare o manifestazioni;
fotografie dello striscione nel luogo dell’attività sportiva;
calendario o programma degli eventi;
eventuali post social o comunicazioni ufficiali con il logo;
una breve relazione riepilogativa dell’attività svolta.
Così è più semplice dimostrare che la sponsorizzazione non è stata solo prevista formalmente, ma realmente eseguita.
Sul portale MyCSI trovi gratuitamente il facsimile di contratto di sponsorizzazione.