In generale, no. Le quote associative versate dai soci o partecipanti non vengono considerate come reddito dell’associazione, a patto che siano effettivamente legate al rapporto associativo e non rappresentino pagamenti mascherati per servizi specifici.
È quindi importante che la quota associativa sia stabilita secondo le regole dello statuto, venga applicata in modo uniforme a tutti i soci e non venga usata per pagare direttamente una prestazione particolare, come un corso, un servizio individuale o un’attività commerciale.
Ad esempio, se l’importo richiesto varia in base al tipo di corso seguito, alla durata delle lezioni o ai servizi ricevuti, allora non si tratta più di una semplice quota associativa, ma di un "corrispettivo specifico".