Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali destinate agli enti associativi, è necessario inviare all’Agenzia delle Entrate i dati e le informazioni fiscali tramite il Modello EAS, a meno che non si tratti di casi particolari di esonero o regimi specifici. L’Agenzia delle Entrate ricorda che l’invio del modello è richiesto per accedere a queste agevolazioni.
Per le ASD e SSD iscritte nel Registro RASD, è importante considerare la normativa speciale applicabile e le semplificazioni introdotte dalla riforma dello sport. In ogni caso, è utile rivolgersi a un consulente fiscale per verificare se l’ente debba inviare il modello, utilizzare una procedura semplificata o se possa beneficiare di un’esenzione.
In generale, la situazione può essere riassunta così:
ASD iscritte solo al Registro RASD: se l’associazione è solo una ASD iscritta al Registro del Dipartimento per lo Sport ma non al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore - RUNTS, l'obbligo del Modello EAS rimane valido. È un passaggio necessario per poter beneficiare della decommercializzazione dei corrispettivi specifici (quote versate dai soci per corsi o attività specifiche), come previsto dall'Art. 148 del TUIR, e va presentato entro 60 giorni dalla costituzione o in caso di variazioni dei dati.
Per le ASD che sono anche APS (iscritte al RUNTS): molte ASD hanno scelto di acquisire anche la qualifica di Associazione di Promozione Sociale (APS) iscrivendosi al RUNTS. Gli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS (incluse le APS che sono anche ASD) sono esonerati dall'invio del Modello EAS, poiché i dati necessari all'Agenzia delle Entrate sono già contenuti e monitorati tramite il Registro Unico.
Semplificazioni per le ASD "pure": esiste una versione semplificata del Modello EAS dedicata alle ASD che rispettano determinati requisiti (principalmente quelle che svolgono solo attività sportiva e non hanno scambi commerciali complessi). In questo caso, si compilano solo alcuni righi del modulo.
Se la ASD è iscritta al RASD ma non al RUNTS e non ha mai presentato il modello EAS, c’è il rischio che le quote incassate per i corsi sportivi vengano considerate come ricavi commerciali in caso di controllo. È possibile regolarizzare la situazione tramite la "remissione in bonis" pagando una piccola sanzione.