Gli errori che si riscontrano più spesso sono:
considerare come quota associativa somme che in realtà sono destinate a un corso o a un servizio specifico;
attribuire lo status di “soci” ai partecipanti solo formalmente, senza un vero rapporto associativo;
non distinguere chiaramente nella ricevuta tra quota associativa, quota corso e tesseramento;
incassare quote da persone non socie o non tesserate trattandole come se fossero istituzionali;
non aggiornare in modo corretto il libro soci, i tesseramenti e la documentazione interna;
non controllare lo statuto e i requisiti dell’art. 148 TUIR;
non conservare traccia degli incassi e delle delibere relative alle quote;
confondere le attività istituzionali, decommercializzate e commerciali.
Gestire le quote in modo ordinato aiuta a dimostrare chiaramente la natura delle somme ricevute e a ridurre il rischio di problemi con il fisco.