Sì, in generale è possibile, ma non in modo del tutto libero: un dipendente pubblico può sottoscrivere una co.co.co. sportiva retribuita solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dalla propria amministrazione e rispettando le regole relative a incompatibilità e conflitti di interesse.
Nel lavoro sportivo dilettantistico, la co.co.co. è la forma più comune quando la prestazione è continuativa, ma non supera le 24 ore settimanali (escluso il tempo dedicato alle manifestazioni sportive) ed è coordinata dal punto di vista tecnico-sportivo secondo i regolamenti di FSN/DSA/EPS. Quindi, dal punto di vista “sportivo”, il contratto è teoricamente possibile.
Il punto fondamentale riguarda però il pubblico impiego. Il Decreto Ministeriale del 10/11/2023, pensato proprio per i dipendenti pubblici che vogliono svolgere lavoro sportivo retribuito, stabilisce che l’amministrazione deve autorizzare solo se non ci sono cause di incompatibilità, non c’è conflitto di interessi, l’attività si svolge fuori dall’orario di lavoro, non pregiudica il servizio e, per i dipendenti a tempo pieno, non assume carattere di prevalenza; infatti, si considera prevalente se supera il 50% dell’orario settimanale previsto dal CCNL di riferimento.
Va inoltre sottolineata la differenza con il volontariato sportivo: per i dipendenti pubblici, il lavoro sportivo retribuito richiede un’autorizzazione, mentre il volontariato ha un iter più semplice, basato sulla semplice comunicazione all’amministrazione di appartenenza.