Le ASD e le ASD/APS sono fiscalmente diverse e hanno in comune solo l’iscrizione al Registro RASD?

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Non proprio. Anche se hanno regimi fiscali e contabili differenti, entrambe seguono la normativa relativa alla gestione dello sport. Devono rispettare il D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport) per tutto ciò che riguarda l’attività atletica. In particolare, condividono:

  • L'iscrizione obbligatoria al RASD,

  • Le regole sul lavoro sportivo (contratti, compensi, tutele),

  • L'obbligo di assicurazione per gli atleti,

  • Il regime di incompatibilità per i presidenti.

Le ASD che sono anche APS devono inoltre seguire il Codice del Terzo Settore (CTS), il che comporta alcune differenze importanti:

  • Statuto e Contabilità: seguono le regole del CTS per bilanci, trasparenza e obblighi di volontariato (che deve essere prevalente).

  • Personalità Giuridica: per ottenerla, le ASD/APS devono avere un patrimonio minimo di 15.000 € (rispetto ai 10.000 € delle ASD semplici).

  • Regime Fiscale: dal 2026, le ASD/APS non possono più utilizzare la Legge 398/91 né la decommercializzazione dell'Art. 148 del TUIR. Dovranno adottare i regimi specifici del Terzo Settore (Art. 85 o il forfettario Art. 86 del CTS).

In sintesi: sul campo e nei rapporti con gli istruttori agiscono in modo simile, ma per quanto riguarda la gestione amministrativa e fiscale seguono percorsi diversi. Le ASD/APS sono enti del Terzo Settore a tutti gli effetti, con vantaggi e obblighi più articolati.

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