Sì, in alcuni casi può essere possibile, ma è importante valutare attentamente la situazione. Il comodato si differenzia dalla locazione perché è un contratto gratuito, quindi senza pagamento. In certe condizioni, la normativa permette di considerare l’immobile ancora “posseduto e utilizzato” ai fini dell’esenzione IMU, anche se viene concesso a un altro ente non commerciale.
La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto una norma di interpretazione autentica che permette, in alcuni casi, di considerare esenti anche gli immobili concessi in comodato tra enti non commerciali.
Perché l’esenzione si applichi, è necessario che:
il comodatario svolga esclusivamente attività agevolate dalla norma;
queste attività siano svolte in modo non commerciale;
tra concedente e comodatario ci sia un collegamento funzionale o strutturale.
In particolare, il collegamento funzionale si ha quando l’attività del comodatario è coerente, accessoria o integrativa rispetto agli scopi istituzionali del comodante. Il collegamento strutturale può invece esistere quando le due ASD fanno parte della stessa struttura organizzativa (ad esempio, entrambe affiliate al CSI) o operano in un rapporto molto stretto di strumentalità.