I dati giudiziari non possono essere raccolti o conservati liberamente. Il Garante ricorda l’art. 10 GDPR, che stabilisce come i dati relativi a condanne penali, reati e misure di sicurezza connesse possano essere trattati solo nei casi previsti dal diritto dell’Unione o dello Stato membro, garantendo adeguate tutele. Questo vale anche per ASD/SSD, che quindi dovrebbero evitare di richiedere certificati o informazioni giudiziarie in modo generalizzato e senza un fondamento normativo specifico.
Per quanto riguarda il certificato penale del casellario richiesto dal datore di lavoro secondo l’art. 25-bis del D.P.R. 313/2002, il Ministero della Giustizia precisa che l’obbligo sorge solo quando si instaura un rapporto contrattuale con prestazioni retribuite che prevedano un contatto diretto e regolare con minori. Di conseguenza, non tutte le persone che operano nel settore sportivo devono necessariamente fornire il certificato ex art. 25-bis.
Per una ASD/SSD, la regola da seguire è questa: richiedere il certificato del casellario solo quando c’è un preciso presupposto di legge, attenersi al documento previsto dalla normativa, evitare raccolte indiscriminate di informazioni giudiziarie e trattare eventuali dati con la massima riservatezza, rispettando i principi di minimizzazione e limitazione della conservazione.