Non si tratta di una procedura libera né di una scorciatoia rispetto alle regole sugli appalti e sulle concessioni. ANAC ha spiegato, prima con il parere consultivo n. 33 dell’8 ottobre 2025 e poi con il Comunicato del Presidente n. 4 dell’11 marzo 2026, che l’art. 5 deve essere interpretato insieme al D.Lgs. 36/2023. Quindi, anche quando ci sono le condizioni per l’affidamento diretto, l’ente locale deve motivare con precisione il ricorso a questa modalità eccezionale, dimostrare che sono soddisfatti i requisiti richiesti e utilizzare una piattaforma digitale certificata per gestire la procedura. ANAC ha inoltre chiarito che, in questi casi, non è necessaria la qualificazione della stazione appaltante, perché la legge permette esplicitamente l’affidamento diretto.