Sì, perché la legge non fa differenze riguardo al mezzo utilizzato: anche se si usa la radio e/o la TV, si tratta comunque di una forma di diffusione pubblica di registrazioni musicali. Questo principio è confermato sia dalla giurisprudenza che dal Comitato Consultivo Permanente sul Diritto d'Autore (un organo di vigilanza presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Per esempio, il Tribunale di Milano in una sentenza di condanna nei confronti del titolare di un pubblico esercizio (sentenza), ha non solo confermato la legittimità delle richieste di SCF, ma ha anche sottolineato che il pagamento del compenso per i diritti discografici è dovuto anche quando si utilizza una radio e/o una TV.