Più che di “disciplina agonistica”, è corretto parlare di “attività agonistica”. Infatti, una stessa disciplina sportiva — ad esempio atletica, nuoto o ginnastica — può essere praticata sia in forma agonistica sia in forma non agonistica, a seconda delle modalità concrete con cui viene svolta.
Per stabilire se un’attività è davvero agonistica, non basta quindi guardare al nome della disciplina ma occorre verificare se ricorrono contemporaneamente una serie di requisiti. Un’attività può essere considerata agonistica quando presenta tutte le seguenti caratteristiche:
riguarda una disciplina sportiva riconosciuta dal Registro RASD;
comporta un determinato sforzo fisico e un adeguato impegno cardiovascolare;
viene praticata in modo continuativo, quindi con regolarità e non in forma saltuaria o sporadica;
viene svolta in modo sistematico, cioè secondo un metodo, una programmazione e regole definite;
si svolge in forme organizzate, e quindi non in modo occasionale, spontaneo o individuale, ma nell’ambito di soggetti riconosciuti, come associazioni o società sportive, federazioni o enti di promozione sportiva;
è caratterizzata da una finalità competitiva, con partecipazione a gare o competizioni che prevedono una classifica o comunque una valutazione del risultato sportivo conseguito;
rientra nella fascia di età prevista dalla Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI) per quella specifica disciplina.
Questo significa che non esistono discipline “agonistiche” in astratto, valide sempre e comunque. La valutazione deve essere fatta sull’attività concretamente svolta, tenendo conto del contesto, delle modalità organizzative e degli obiettivi con cui viene praticata. Ad esempio, la stessa disciplina può essere agonistica, se praticata in modo continuativo, organizzato e competitivo, ma anche non agonistica, se svolta con finalità formative, amatoriali, ricreative o senza competizione.
Se la risposta è “sì” a tutti i requisiti sopra indicati, allora l’attività può essere qualificata come agonistica. Se anche uno solo di questi elementi manca, occorre valutare con attenzione se l’attività rientri invece nell’ambito della pratica non agonistica o in altre categorie previste dalla normativa e dai regolamenti CSI.