Sì, la società sportiva è direttamente responsabile del comportamento dell'addetto al DAE inserito in distinta. Questa responsabilità non riguarda solo l'aspetto "morale", ma è chiaramente definita sia dall'ordinamento sportivo che dalla normativa civilistica. Ecco i tre livelli di responsabilità:
Responsabilità oggettiva (Codice di Giustizia Sportiva)
Secondo il principio della Responsabilità Oggettiva, la società risponde delle azioni dei propri dirigenti, soci e di chiunque sia inserito in distinta o svolga attività per conto della società. Quindi, se l'addetto al DAE si comporta in modo violento, offensivo o antisportivo (ad esempio protesta in modo evidente con l'arbitro o partecipa a una rissa), la società può ricevere sanzioni che vanno dall'ammenda alla squalifica del campo, proprio come avverrebbe per un dirigente o un calciatore.
Responsabilità per l'inadempimento sanitario
L'addetto al DAE non è solo una presenza formale, ma una figura tecnica obbligatoria secondo il Decreto Balduzzi e le integrazioni della Legge 205/2017 (e oggi del D.Lgs 36/2021). Perciò, se l'addetto al DAE lascia il proprio posto, non interviene in caso di necessità o non possiede una certificazione valida (BLS-D), la responsabilità ricade sulla società sportiva. In caso di mancato soccorso o soccorso non adeguato, la società può essere chiamata a rispondere civilmente (Art. 2049 c.c. - Responsabilità dei padroni e dei committenti) per eventuali danni subiti dall'atleta o da terzi.
Responsabilità per atti "extra-sanitari"
Essendo l'addetto al DAE una persona autorizzata a trovarsi nel recinto di gioco (a bordo campo), gode di una posizione particolare. Per questo motivo, se partecipa a disordini, la sanzione per la società può essere più severa, dato che l'addetto era presente proprio in virtù di un incarico legato alla pubblica utilità e sicurezza. Tutto ciò che l'addetto al DAE fa o dice può essere riportato dall'arbitro nel referto di gara, che costituisce una prova valida ai fini della giustizia sportiva.
Per essere inserito in distinta, l'addetto al DAE deve essere tesserato; in questo caso la responsabilità è piena e diretta. Se invece si tratta di una persona esterna (ad esempio un medico o un infermiere), la società resta comunque responsabile del suo comportamento durante la gara, poiché è stata lei a sceglierlo e a presentarlo all'arbitro come proprio addetto (responsabilità in eligendo).